E’ lunedì mattina, sono tornata all’alba da una 4 giorni in Olanda con i miei migliori amici, ore dormite tre. L’ultima cosa che vorrei fare è andare a lavoro, ma mi tocca. Sveglia alle 7.45 per riuscire ad essere in zona Porta Vittoria in tempo per l’orario di apertura del negozio, l’unica cosa che desidero è DORMIRE.

Arrivo in stazione e scopro che è giorno (l’ennesimo) di sciopero mezzi -seguono maledizioni a Trenord.

Parte solo un Cadorna, mi ci fiondo. Mi toccheranno 5 km a piedi a passo svelto. Mi consola solo l’idea di prendermi una brioche da Marinoni e gustarla sotto l’ago. Sento già la marmellata all’albicocca sotto i denti…E’ chiuso. Assonnata, incazzata nera, mi avvio a stomaco vuoto verso la grigia meta. Quarto kilometro, piedi dolenti…alzo la testa e mi trovo per la prima volta al giardino delle Culture di Milano. Davanti ai miei occhi si apre uno spettacolo che spazza via tutto il disagio mattutino: Cos’è questo?

“Love Seeker”

Due grandi facciate di palazzi dipinte in un bianco cangiante, due personaggi (uno per palazzo) si levano giganti su un paesaggio fatto prevalentemente di grattacieli tracciati con una linea pulita nera e decisa, che mi ricorda immediatamente quella di Haring. Due cuori cicciosi e rossi danno quel “tocco di colore” che rende tutto fresco, allegro.

Chi è l’artista? Googolo la firma che scovo in basso a sinistra del secondo edificio; signore e signori mi (vi) presento Francesco Giorgino Camillo, classe 1979, in arte “MILLO” che scopro aver lasciato la sua inconfondibile impronta non solo in questo sperduto angolino Lombardo, ma in tutto il mondo. Le strutture (le più disparate) che vestono le sue pennellate sono tantissime. Lo stile è quello: lo sfondo cittadino nero-bianco ombreggiato di grigio si ripete, ma ogni volta cambiano i personaggi, azioni, oggetti ed elementi. Dal Suo sito www.millo.biz potrete divertirvi a geolocalizzarle, ed imparare ad inserirle nelle tappe obbligatorie quando decidete di fare un viaggio.

Millo non lo sa, ma in una zona non particolarmente felice di Milano che frequento solo per lavoro è riuscito a regalarmi un “posto preferito”, dove consumo brevissime pause pranzo in solitaria, a volte leggendo un libro, ed altre al telefono, spesso semplicemente sdraiata sulle chaise longue del parco con gli occhi fissi su quei due bimbi che si lanciano i cuori. Osservo sempre con una punta d’invidia per la capacità di riuscire a dipingere cose meravigliose su superfici enormi (io che al liceo artistico ho litigato per 5 anni con la prospettiva e ancora non abbiamo fatto pace) -tenetevi forte- A MANO LIBERA, allungando il pennello su lunghe aste, a bordo di piattaforme aeree. Non posso non fare una piccola parentesi sull’importanza della riqualificazione del territorio, anche e soprattutto attraverso interventi artistici come questi: IL GIARDINO DELLE CULTURE , e il murales di Millo, si inseriscono infatti in un progetto assolutamente riuscito di questo tipo. Zona un tempo malfamata, destinata a diventare l’ennesima colata di cemento (un parcheggio) si è invece trasformata in un luogo di incontro.

Il territorio educa, condiziona, forma. Milano ha una quantità infinita di quartieri dormitorio, luoghi di passaggio senz’anima, che inevitabilmente comunicano messaggi, suggeriscono pratiche, plasmano movimenti. La street-art, unita a inevitabili interventi edilizi, può essere uno strumento efficace e preziosissimo per contrastare i “non luoghi” che ci circondano, creare appartenenza o semplice appagamento visivo…o perché no, raccontare la storia di una città (basti pensare a Belfast!).

“Un muro è una grande tela bianca su cui esprimersi” ci insegna Millo, e in Italia di queste tele possiamo vantarne parecchie. La mia preferita? Questa qui:

“Il Mio Posto Sicuro”

dipinta sulla facciata della scuola primaria di Pescara, che porta il titolo (qualora ne avesse bisogno) “Il mio posto sicuro”.

Non vi si stringe un poco il cuore? Non è il migliore augurio educativo mai dipinto, sintetizzato a linee e colori? In un momento difficile come questo per tutti gli studenti italiani non posso non osservarlo, oggi, con un nodo alla gola.

E a proposito di Pandemia:

“Il Cuore Sopra A Tutto”

Questa è “Il cuore sopra tutto”: 100 le stampe firmate messe in vendita per 24 ore il cui ricavato è stato interamente devoluto al reparto di animazione dell’Ospedale Santo Spirito nell’abruzzese.

Tutto quello che non conosco e che vorrei chiedergli me lo tengo fino alla diretta di lunedì con Haine We Riot e che avrà come ospite intervistato proprio il caro MILLO (ragazzi, ci state regalando una gioia immensa!). Le cose belle vanno viste (Millo), condivise, indossate (Haine) e non è un caso che spesso si incontrino, dando vita a cose bellissime.

Cinzia Radice

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