Haine We Riot esprime solidarietà all’attrice campana

Una partita benefica, un appuntamento storico. Nulla di strano, da sempre “la partita del cuore” tra nazionale cantanti e “campioni per la ricerca” rappresenta un momento di svago e divertimento finalizzato alla raccolta di fondi per uno scopo nobile.

Anche quest’anno era tutto pronto: lo Stadium di Torino, le formazioni, la sana pubblicità a fini benefici, la presenza di una giovane donna come calciatrice, la cena del giorno prima nel “ritiro”. Le premesse di una grande giornata di festa. Così non è stato.

Ancora una volta ci vediamo costretti a commentare un episodio a dir poco inaccettabile: la sera precedente al match infatti era prevista la classifica cena tra calciatori, seppur amatoriali, per – come direbbero i migliori allenatori – “fare gruppo”. Tutti invitati, compresa Aurora Leone, giovane attrice ed autrice casertana facente parte del gruppo di youtuber “The Jackal”. 

Fino a qui nulla di strano per la maggior parte dei commensali se non per il signor Gianluca Pecchini, Direttore Generale della nazionale cantanti, il quale, proprio nel momento in cui i partecipanti alla cena stavano per prendere posto al tavolo, ha invitato Aurora a sedersi altrove. L’attrice, come da lei stessa dichiarato attraverso la sua pagina ufficiale Instagram, al momento della richiesta del DG pensava semplicemente di non potersi sedere al tavolo dei cantanti poiché facente parte della squadra avversaria; tuttavia la realtà si è rivelata presto per ciò che non avremmo mai voluto che fosse: era stata allontanata in quanto donna. 

“Non puoi sederti qui, sei una donna”, è stata la frase con la quale la ragazza è stata invitata a lasciare il proprio posto dal DG e da altre persone facenti parte dello staff della nazionale cantanti. 

Aurora, incredula per quanto accaduto, si è subito spiegata dicendo “sono qui per giocare, sono stata convocata”, portando all’attenzione di Pecchini anche il fatto di aver già da tempo comunicato agli organizzatori la taglia del completo di gioco che avrebbe dovuto indossare. 

Un’uscita maldestra da parte del DG? Uno spiacevole equivoco? Niente di tutto ciò. Pecchini infatti rincara la dose replicando prontamente ad Aurora, suggerendole di indossare il completo da gara sulle tribune dell’Allianz, in quanto la sua presenza sarebbe nella sua logica giustificabile solo come “accompagnatrice” del collega di scena, l’attore Ciro Priello, di recente trionfatore del programma comico LOL. 

Da qui una serie di dissidi tra i due attori e lo staff della nazionale cantanti, che hanno portato Aurora a denunciare l’accaduto attraverso i propri canali social ed a lasciare prontamente Torino, decidendo di non scendere in campo per la partita. 

Alla scoperta dell’accaduto molti personaggi dello spettacolo hanno condannato fermamente l’episodio ed alcuni giocatori della nazionale cantanti, scioccati per la vicenda, tra i quali Eros Ramazzotti ed Alberto Cazzola de “Lo Stato Sociale” hanno deciso di non scendere a loro volta in campo. Molti i messaggi dedicati ad Aurora, così come il sostegno per una vicenda che ha semplicemente dell’assurdo. 

Non potevamo non esporci, condannando l’accaduto e sostenendo Aurora. 

Sembra assurdo dover commentare non solo la gravità del gesto, ma anche e soprattutto l’ignoranza – scusateci ma di questo si tratta – che può portare un soggetto ad esprimersi ed anche solamente a pensare quanto detto nei confronti della ragazza.

Il calcio è di chi lo ama, recita un famoso spot. Abbiamo forse già detto tutto. 

Perché in questa storia tutto è sbagliato da parte di Pecchini e del suo staff: l’approccio, l’idea, il lessico utilizzato. Tutto ciò è ben definito dalle parole discriminazione e sessismo. Perché di questo Aurora è stata vittima. 

Il fatto che poi la discriminazione sia avvenuta nell’ambito di un nobile – lo sottolineiamo – progetto benefico che si dichiara altresì attento al tema della violenza sulle donne, lascia rabbrividire. 

Lo abbiamo ripetuto molte volte: atteggiamenti di questo tipo non possono essere tollerati. L’idea che la donna sia inferiore o semplicemente che esistano delle attività “per uomini” ed altre “per donne” non può essere accettata, senza scusanti. 

Non vogliamo dare altro spazio ai responsabili della vicenda – Pecchini tra l’altro ha già provveduto a dimettersi dal proprio incarico – ma vogliamo che atteggiamenti di tale portata non si verifichino più.

Perché è vero, il mondo non è un posto perfetto e forse mai lo sarà, ma ci sembra davvero che qui manchino le basi di una cultura solida. Solo così ne usciremo. Con la cultura, con l’aggregazione, con la denuncia di tali fatti e con il calcio femminile. Ebbene sì. Perché se questo paese si rispecchia in un campo da gioco è giusto che lo faccia senza guardare al genere. 

Lodevole infine l’iniziativa degli organizzatori a seguito dell’accaduto, che hanno lasciato l’onore di inaugurare la partita del cuore alle ragazze della Juventus Women, campionesse d’Italia per il quarto anno consecutivo. Vogliamo sperare che non sia stata solo un’operazione “di facciata”, ma che sia davvero un segnale per il futuro, e per Aurora. 

E’ a lei che vogliamo dedicare l’ultimo pensiero.

Non cambiare, porta avanti la tua battaglia, continua a coltivare il tuo talento e sii forte come il tuo cognome. 

Non abbiamo dubbi: al primo torneo benefico che organizzeremo ti vogliamo in campo con noi. 

P.s: Le ragazze della Juventus in un quarto d’ora hanno segnato due gol ai colleghi uomini, vincendo meritatamente. Avevate dubbi? 

Che sia davvero l’Aurora del Cambiamento. 

Mattia Galotta