Nelle settimane e nei mesi che seguiranno ci sentirete spesso parlare del male che fanno gli uomini: cos’è, come si manifesta e quale può essere il ruolo di ciascuno di noi nell’ostacolarne la propagazione. Proprio come fosse un virus che richiede misure correttive e responsabilità volontarie per essere estirpato. Solo a noi suona familiare?!

La nostra storia recente è passata inequivocabilmente dal grande contenitore di Internet. Uno strumento di divulgazione e contatto senza precedenti, dove ogni domanda può avere risposta immediata ed ogni desiderio trovare soddisfazione. Con le chat ed i forum prima ed i social network poi a fungere da smisurata agorà dell’uomo 2.0, dove non esistono più confini geografici o sociali. Bellissimo, no?

Sulla carta, certo. Ma noi siamo essere umani. Ed abbiamo talvolta preferito utilizzare questi preziosi strumenti per riversarci dentro tutte le nostre finzioni, insicurezze, frustrazioni. Dando la possibilità, a tutti coloro che volevano fare da spettatori, di assistere in prima fila all’infinita sequela di meschinità di cui possiamo renderci protagonisti.

Abbiamo pensato di prendere come parallelo i sette vizi capitali e di come nonostante passino i secoli tali manifestazioni siano ancora profondamente radicate nell’animo umano. Si sono semplicemente adeguate ed evolute in base ai tempi che ne hanno ospitato la presenza. E questo è il risultato.

SUPERBIA

Chirurgia plastica, filtri e ritocchi digitali hanno corrotto una generazione intera. Travisando la realtà tramite modelli di bellezza irreali e malsani. Facendo leva su adolescenti troppo insicuri per alzare la voce nel branco, costringendoli a snaturarsi solo per non sentirsi lasciati in disparte.

ACCIDIA

I nostri genitori ci parcheggiavano davanti alla televisione, ma almeno fuori casa gli toccava darci retta. Oggi c’è lo smartphone che toglie ogni possibile disturbo. Il risultato è un branco di zombie che vive con la faccia dentro ai cristalli liquidi. Il resto può attendere. Meglio restare seduti insieme al tavolo ognuno attaccato al proprio mondo personale. La peggior forma di distanziamento sociale che l’uomo abbia saputo inventarsi.

LUSSURIA

Ragazzine che mandano foto di nudo in cambio di soldi. Ricatti a sfondo sessuale. Public shaming di vittime inconsapevoli. In una società dove chiunque è in grado di condividere materiale pornografico in maniera instantanea è diventato quasi normale mettere alla gogna chi esprime liberamente la propria sessualità o sfruttare la stessa per fini meschini.

IRA

Crescere in un ecosistema dove ogni domanda ha una risposta immediata e un altro milione di contenuti è sempre a disposizione ci ha reso incapaci di accettare sia la pazienza ed il sacrificio che alcuni processi richiedono, sia quei categorici NO che la vita è capace di piazzarci davanti senza preavviso. La facile reazione è trovare un nemico cui addossarne la responsabilità piuttosto che rimboccarci le maniche e prendere il controllo della situazione.

GOLA

La ristorazione ai tempi delle recensioni: un preziosissimo strumento per difendere i consumatori tramutatosi nella valvola di sfogo di un branco di aspiranti critici gastronomici della domenica. Troppo impegnati a fare a pezzi gratuitamente chi porta avanti un’attività col sudore della fronte per rendersi conto di quanto le loro parole possano influenzare chi le legge e danneggiare chi le riceve.

INVIDIA

Se non sei in grado di fare qualcosa, fai tutto il possibile per sminuire chi prova a farla. Del resto è molto più semplice criticare che fare, specialmente se non si hanno le competenze. Perchè sfruttare qualcuno di più bravo come unità di misura per migliorarsi quando si può autoconvincersi che tutti siano idioti tranne noi?

AVARIZIA

Non c’è posto per gli avari sui social network. Meglio farsi foto tra escort e pacchi di soldi o mettersi a ballare in mutande in qualche villa di famiglia e fare invidia a tanti poveretti che pensano che la ricchezza sia la corsia Telepass per la felicità.

In realtà questi poveretti usano dei mezzucci per coprire l’abbacinante senso di insicurezza che rende la loro vita un’inutile sequela di giorni tutti uguali. Finchè non li trovano mezzi morti con un trans baffuto di 50 anni a fargli l’estrema unzione.

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