Nell’antico modello urbanistico della Polis greca, si dice che la Chora rappresentasse tutto ciò che circondava il centro urbano. In genere il termine si riferiva alle campagne che sostenevano la polis da un punto di vista alimentare. Ma più in generale il termine veniva utilizzato per definire il rapporto fondamentale che l’uomo aveva con la madre terra ed i suoi frutti, considerati un fattore essenziale per la prosperità.

Questo tipo di messaggio è ciò che il nostro Pianeta ci sta lanciando insistentemente – come sassolini sulla finestra della coscienza – da diverso tempo a questa parte. La presenza dell’uomo e il suo ingombrante sviluppo globale, ha reso il nostro fragile ecosistema una bomba ad orologeria pronta a scoppiarci in mano. Per molto tempo abbiamo girato lo sguardo dall’altra parte, ma i tempi sembrano finalmente maturi per una maggiore attenzione. E sempre più associazioni – anche grazie a testimonial di una certa rilevanza mediatica – stanno guadagnando popolarità e credito.

Brutto ammetterlo, ma un attore di Hollywood o una bambina delle medie saranno sempre voci più funzionali rispetto a chi ha studiato una vita per dimostrare le proprie teorie. Ma se sfruttate nel modo giusto, queste posizioni privilegiate possono essere preziossime, specialmente se per una causa nobile.


Il progetto Chora (www.chora.me) nasce proprio per dare un contributo tangibile a due passi da casa. Un collettivo di professionisti, studenti e semplici appassionati che hanno scelto di avvalersi di un mezzo potente come le arti per trasmettere cultura sui temi dell’inquinamento, della sostenibilità ambientale e della preservazione del nostro inestimabile patrimonio naturale e culturale.

I progetti (da loro sostenuti e finanziati) variano da libri fotografici a documentari, oltre ad un sito che ospita ogni mese alcune “staff pick” che includono progetti affini alle loro tematiche. Su tutti svettano i due documentari scritti e diretti dal nostro ospite, Manuel Camia.

Il pluri-premiato “Plastic River” segue la tradizione di un ragazzo milanese che ogni anno risale i fiumi lombardi in kayak per ripulirli dai rifiuti.

Mentre ora lo stesso regista è impegnato in un ambizioso progetto che vede i nostri ghiacciai come protagonisti, seguendo un gruppo di scienziati deciso a dimostrare una teoria secondo cui le microplastiche siano riuscite a raggiungere persino le vette che forniscono acqua potabile ad un intero ecosistema.


Se desiderate sostenere il progetto Chora, ecco il link per contribuire: https://www.helpfreely.org/it/nonprofits/it/chora-8265/


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A cura di Federico Dask

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